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Graziano
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Sotto l'influenza del vescovo di mwhqMilano, mwhgAmbrogio, l'imperatore Graziano avviò una politica fortemente anti-mwhwpagana. Fu il primo imperatore che rifiutò di assumere la tradizionale carica di mwiapontefice massimo, eliminò i privilegi dei collegi sacerdotali pagani e fece togliere dal senato romano l'mwiqaltare della Vittoria. Il gesto di Graziano diede avvio a una lunga polemica fra pagani e cristiani, che fu gestita con estrema durezza dal vescovo Ambrogio, contrario a ogni cedimento. La disputa sull'altare della Vittoria fu l'estremo tentativo del paganesimo di salvaguardare la propria posizione nel mondo politico dell'Impero ormai divenuto cristiano.
Contents
• Note
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Biografia
Era il figlio primogenito di mwjqValentiniano I, nato dalla sua prima moglie mwjgMarina Severa. Il padre lo associò al potere nominandolo mwjwAugusto a soli otto anni, il 24 agosto del mwka367cite-ref-3[3]. Ebbe come precettore il colto poeta mwlqDecimo Magno Ausonio, che ricolmò di onori. Nel 374 sposa la giovane mwlgFlavia Massima Faustina Costanza, figlia dell'imperatore mwlwCostanzo II. Alla morte di suo padre, il 17 novembre mwma375, divenne imperatore a 16 anni. Le truppe di stanza in mwmqPannonia proclamarono imperatore anche il suo fratellastro, mwmgValentiniano II. Valentiniano II e la madre mwmwGiustina governarono parte dell'occidente (mwnaItalia, mwnqIlliria e mwngAfrica) ponendo la loro sede a mwnwMilano mentre Graziano governò il resto dell'impero da mwoaTreviri.
La divisione non era comunque ufficiale, l'impero restava formalmente unito e il potere reale era nelle mani dei comandanti dell'esercito, che ossequiavano nominalmente i giovani figli di Valentinano I. Nel maggio del 378 Graziano, grazie ai suoi comandanti di origine franca, sconfisse i mwogLentiensi, un ramo degli mwowAlemanni, nella mwpabattaglia di Argentovaria, vicino all'odierna mwpqColmar, sterminandoli e rendendoli schiavi. Graziano assunse quindi il titolo di "Alamannicus Maximus".
In seguito al mwpwdisastro di Adrianopoli nell'agosto del 378 nel quale trovò la morte l'imperatore mwqaValente, Graziano dovette affrontare i problemi della parte orientale dell'impero. Sentendosi impreparato a fronteggiare da solo la pressione barbarica, nominò il 19 gennaio mwqq379 il valoroso comandante mwqgTeodosio I mwqwimperatore d'oriente. Nel 380 emana con gli altri imperatori associati l'mwraEditto di Tessalonica. Nel 381 Graziano spostò la capitale da mwrqTreviri alla più sicura mwrgMilano, dove, grazie all'Editto, erano cessate le continue dispute tra mwrwariani e cattolici.
Nel mwsq383 muore a 21 anni la moglie Costanza e i suoi resti sono trasportati a Costantinopoli. Graziano si risposa subito con una certa mwsgLeta. In quell'anno mwswMagno Massimo venne proclamato imperatore dalle legioni di mwtaBritannia; sbarcato in mwtqGallia, sconfigge vicino a mwtgParigi Graziano, conquistando buona parte di questa provincia. Graziano, divenuto impopolare tra le truppe ausiliarie, che passarono dalla parte di Magno Massimo, si recò nella Gallia meridionale, ma a mwtwLugdunum fu assassinato dal mwuamwuqmagister equitum di Magno Massimo mwugAndragazio (25 agosto 383), che gli tese un tranello nascosto in una carrozza imperiale, facendogli credere che vi fosse la moglie Leta, di ritorno dalla Bretagna. Leta sopravvisse a Graziano e si ritirò con la madre a Roma, dove usufruiva di una rendita vitalizia, disposta dal marito.
Secondo mwvaZosimo, quando Graziano si accorse che tutte le sue truppe stavano disertando in favore di Massimo, decise di scappare verso la mwvqRezia, il mwvgNorico e la mwvwPannonia ma fu raggiunto e ucciso a soli 24 anni da Andragazio.cite-ref-4[4] Dopo la morte fu vendicato da Teodosio e divinizzato.cite-ref-5[5]
Politica religiosa
Nei primi anni di regno Graziano, pur essendo cristiano, rispettò la religione pagana ancora maggioritaria in tutto l'impero e specialmente tra i senatori romani in Occidente, limitandosi alle persecuzioni già avviate dai predecessori contro gli mwygeretici (cristiani non ortodossi), contro la divinazione di maghi e indovini vari (come era normale politica di stato a partire da Costantino). Nel 377 infatti scrisse al vicario del prefetto, Flaviano, egli stesso mwywdonatista, ordinandogli di consegnare tutte le basiliche degli scismatici ai cattolici.
Ma nel mwzq380 Graziano cambiò radicalmente tale politica di tolleranza: l'imperatore cominciò decisamente a sradicare i culti politeisti, come molti vescovi sollecitavano da tempo e promulgò l'mwzgeditto di Tessalonica che dichiarava il mwzwcristianesimo unica religione lecita nello Stato.
Dietro l'influenza di mwaqAmbrogio, mwagvescovo di mwawMilano, ordinò la rimozione della statua e dell'mwbaaltare della Vittoria dalla mwbqcuria senatoria (mwbg382). Questa misura fu immediatamente attuata, e non fu revocata nonostante le dignitose ma appassionate richieste del mwbwSenato romano e dei patrizi pagani capeggiati dal senatore mwcaSimmaco in nome della libertà di culto e della millenaria tradizione romana. Sempre spinto da Ambrogio, Graziano ordinò anche la confisca dei beni appartenenti a tutti i culti pagani, con la soppressione dei collegi sacerdotali pagani stessi (mwcq382), compresi i più antichi e venerati, come quello delle mwcgVestali. Questa seconda misura di enorme portata fu poi attuata in gran parte dai suoi successori Valentiniano II in Occidente e Teodosio in Oriente.
Graziano fu anche il primo imperatore a rifiutare il titolo e la carica di mwdapontefice massimo (essenziale per il culto di Stato, anche solo per il mwdqcerimoniale), che iniziò ad essere usata nel quinto secolo come titolo onorifico dei papi, vescovi di Roma.cite-ref-6[6] Inoltre, Graziano confiscò le proprietà terriere dei templi e proibì i lasciti testamentari di beni ai sacerdoti di culti pagani e alle vestali, sospendendo i contributi dello Stato per il culto pagano.
Monumenti
A Roma in Campo Marzio, fu eretto l'mwfaArco di Graziano, Valentiniano e Teodosio, ora non più esistente.
Note
cite-note-cil6-1175-11. mwiqmwigCIL mwiwVI, 1175.
cite-note-22. Ausonio mwjwGrat. actio 8.
cite-note-33. ↑ Cfr. Consularia Constantinopolitana ad a. 367 p. Chr. = MGH AA 9, Chronica minora I, p. 241.
cite-note-44. ↑ Zosimo, op. cit.
cite-note-66. ↑ Beugnot, op. cit.
Bibliografia
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itGraziano imperatore romano d'Occidente, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAlberto Olivetti, GRAZIANO imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefdizionario-di-storiaGraziano, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itGraziano, Flàvio, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Gratian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Graziano, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefdbe(ES) Graziano, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Graziano, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwqw(FR) Auguste A. Beugnot. mwramwrqHistoire de la Destruction du Paganisme en Occidente, 1832
• mwrw(EN) Monete emesse da Graziano, su wildwinds.com.